Otto secoli di presenza a Enna
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I frati minori conventuali arrivarono in Sicilia nel 1212 ma, pur avendo avuto come Ministro Provinciale di Sicilia un certo padre Giacomo da Enna, è solo nel 1320 che si stabilirono ad Enna.
Fu, infatti, Federico III d’Aragona a concedere ai frati un appezzamento di terreno, nei pressi della Porta di Janniscuro, all’interno delle mura fortificate ma molto distante dall’abitato. Qui i frati vi edificarono il convento e l’annessa chiesa dedicata allo Spirito Santo (a lato una antica foto del campanile), da cui prenderà nome anche la zona, e che nell’arco di qualche decennio diventerà punto di riferimento della vita religiosa e sociale della città a motivo proprio dei frati che svolgono il compito di predicatori, confessori e spesso anche di arbitri nelle dispute tra le famiglie e i ceti sociali.
Nel 1320-1336, i frati ottengono da Federico III d’Aragona la chiesa di S. Andrea apostolo, che identifichiamo con l’attuale chiesa dedicata a S. Francesco d’Assisi. Mentre nel 1393 il re Martino cede ai frati anche il vicino palazzo di Andrea Chiaramonte, confiscatogli per reato di tradimento, ideale per realizzarvi un nuovo e centrale convento per i frati.
La torre campanaria annessa alla chiesa, nata presumibilmente nel 1300 come una delle torri difensive della città, verrà ristrutturata nel 1485, suddivisa in tre piani separati da cornici, con aperture ad arcate a tutto sesto e volte costolonate in stile gotico-catalano.
Il Ministro generale dell’Ordine, Giulio Magnani (1553-1559) in una sua visita al convento fatta nel 1554, concesse agli Ennesi l’ambito privilegio di essere computati tra i figli spirituali dell’Ordine.
Nel 1556 i Conventuali Riformati ottennero la chiesetta di S. Maria della Misericordia, o della Concordia, che per la soppressione del 1628 di tale ramo dell’Ordine, passò alla comunità del Convento di san Francesco; ma già prima del 1644 i frati non vi officiavano più.
Nel sec. XVII il Convento ospitava un seminario per i giovani aspiranti all’Ordine. Nel 1834 vengono assegnati a questo convento, secondo le norme allora vigenti, sei Baccellieri studenti di Dogmatica e Morale sotto la direzione del Reggente P. Salvatore Pelligra, che più tardi fu anche Definitore generale, Procuratore generale delle Missioni e Reggente del collegio di S. Bonaventura in Roma.
La chiesa venne abbellita lungo i secoli: l’ultima innovazione che i frati vi apportarono fu l’ornamentazione del cappellone nel 1846. Ma appena venti anni dopo, nel 1866, il convento venne soppresso, così come tutti gli ordini religiosi in Italia, affinché i beni fossero incamerati dal nascente Stato unitario. I frati poterono ritornare solo nel 1941 ottenendo dal Comune di poter risiedere in un angusto locale all’interno dell’antico chiostro, il cui camminamento venne murato già nel 1700 a seguito del grande terremoto del Val di Noto del 1693 che risparmiò la città di Enna, ma che avrebbe potuto ripetersi causando i disastri che colpirono la Sicilia sud-orientale.
Nel 1976, ad opera del p. Salvatore D’Antona si ottenne dallo Stato una porzione dell’antico convento adibito a Procura e uffici annessi, e dove oggi abitano i religiosi. Allo stesso p. Salvatore si deve l’utilizzo a cappella dell’antico rifugio antiaereo ricavato nel sottosuolo della chiesa durante il secondo conflitto mondiale del secolo scorso.
L’attuale conformazione della chiesa che la pone in una posizione alquanto rialzata rispetto alla piazza, con la necessità di una scalinata interna per accedervi, è il risultato diretto di una serie di rimozioni del secolo scorso alquanto discutibili.
Originariamente la chiesa di San Francesco si affacciava in cima ad una collina che venne demolita e spianata come parte di un significativo intervento urbanistico voluto dell’allora podestà di Enna, Domenico Savoca, al fine di rimodellare il centro storico della città. I lavori che portarono alla sua rimozione e alla sistemazione dell’attuale Piazza Vittorio Emanuele furono eseguiti principalmente tra il 1935 e il 1937 e poi ancora negli anni ’50 e ’60 con anche l’eliminazione di una ripida scalinata che permetteva ancora l’accesso alla porta centrale (diventata Piazza Antonio Scelfo). Il risultato è che l’antica porta di accesso laterale alla chiesa oggi appare come un balcone sospeso sulla piazza, mentre è ormai impossibile accedere dall’esterno alla chiesa attraverso il pregevole portone centrale situato sotto la torre campanaria.
Da otto secoli una presenza che lascia il segno.
Scopri come sostenere i frati e le loro opere nella città di Enna
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La chiesa è aperta per la preghiera personale, le liturgie e le confessioni dal Martedì alla Domenica dalle 8.15 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 20.00.
Il Lunedì dalle 8.15 alle 9.45 solo per le liturgie.
Le visite turistiche sono sospese durante le celebrazioni.