STORIA

La Chiesa del SS. Crocifisso fu costruita in epoca fascista, tra il 1935 e il 1937, insieme al nucleo iniziale del Villaggio Pergusa, così come si legge in una delle lapidi poste ai piedi dell’obelisco situato nella Piazza della Bonifica: 

Quest’abitato è sorto
nell’anno di fondazione dell’impero
regnando Vittorio Emanuele III,
duce Benito Mussolini. 

foto storica dell'edificazione della chiesa

foto storica del giorno dell'inaugurazione del Villaggio di Pergusa alla presenza di Mussolini

L’edificio è ad aula, vi si accede attraverso una bussola dotata di un’ampia e colorata vetrata, il soffitto è in legno nella tipica forma a capriate e tiranteria. 

Fin dal 1937,  all’inizio del mese di Maggio, si festeggia “U Signuruzzu du Lacu“ (nel dialetto ennese significa Il Signore del Lago). Dal 1973 i solenni festeggiamenti patronali sono fissati alla prima Domenica di Maggio. 

Nel 1973 è anche stata fondata la Confraternita del SS. Crocifisso che si adopera per la realizzazione della Rappresentazione della Passione di N.S. Gesù Cristo (il Mercoledì della Settimana Santa) e i festeggiamenti e la processione del SS. Crocifisso, oltre ad essere una delle colonne portanti delle varie attività della Parrocchia. 

ATTUALITÀ

Dalla seconda metà del secolo scorso, la Diocesi, nella persona del Vescovo, ha affidato la Parrocchia al servizio dei Frati Minori Conventuali, il cui Convento si trova in Enna presso il Complesso Monumentale di San Francesco d’Assisi.

Il parroco dal Settembre 2025 è fra’ Saverio Benenati, il vice parroco dall’Ottobre 2023 è fra’ Salvatore Cultrera.

Territorialmente, la Parrocchia di Pergusa è la più vasta della Diocesi di Piazza Armerina, con centiania di abitanti disseminati in un territorio molto vasto che dalle porte di Enna Bassa arriva a quelle del Comune di Valguarnera. Inoltre, tra il territorio di Enna Bassa e quello di Pergusa insistono due poli universitari che contano insieme circa diecimila studenti, di cui quasi un migliaio risiedono nel territorio parrocchiale.

IL LAGO E L'OASI NATURALISTICA

La Parrocchia comprende la Zona di Protezione Speciale del lago di Pergusa con la sua natura incontaminata e il panorama che spazia tra il lago e l’Etna.

Il lago di Pergusa, conosciuto fin dalla remota antichità, è posto tra un gruppo di alture appartenenti ai monti Erei, che cingono quasi interamente la conca di forma sub-ellittica che accoglie l’invaso. Il bacino è di modeste dimensioni ma ha una grande importanza geologica, faunistica e culturale e per questo vi è stata istituita la prima Riserva Naturale Speciale della Regione Siciliana ed è stata individuata come Zona di Protezione Speciale (ZPS).

Il sito del lago di Pergusa e i suoi immediati dintorni, per le sue caratteristiche, è da identificare con l’antica denominazione di Saline di Castrogiovanni note sin dal secolo XIV, il cui titolo feudale appartenne tra le altre alle famiglie Intorrella, Ventimiglia, Campolo e Stagno.

Il bacino ha una superficie di circa 12 km² e si estende a 667 metri di altezza sul livello del mare. Lo specchio d’acqua rappresenta un’area nevralgica nella corrente migratoria di molte specie di uccelli. Il lago è l’habitat ideale per gli uccelli che compiono lunghe ore di volo ininterrotto sul mare da e verso l’Africa. Nei mesi primaverili si possono ammirare garzette e aironi cenerini, nitticore e mignattai. Nel periodo invernale arrivano a svernare grossi gruppi di Anatidi tra cui l’alzavola, il mestolone e il fischione, nonché altri uccelli acquatici. Nelle zone fangose limitrofe alla riva si trovano anche specie rare come il falco di palude e la moretta tabaccata ed è area di nidificazione della coturnice sicula. Sensazionali avvistamenti recenti hanno confermato la presenza rarissima a Pergusa di esemplari in via d’estinzione in Italia come l’airone rosso. 

Periodicamente il lago fa registrare un fenomeno unico al mondo: le sue acque si tingono di rosso sangue conferendo al paesaggio un aspetto di grande particolarità. Il protagonista è un piccolo “gambero” che, per difendersi dai raggi del sole estivo, si tinge di un pigmento rosso e si insedia in foltissime colonie sotto le piante acquatiche. Il pigmento si trasferisce poi all’acqua ai batteri che in essa vivono sino a trasformare lo specchio del lago in una sorta di vinaccia color mosto. Da questo fenomeno il lago di Pergusa è stato soprannominato fin dalle leggende mitologiche come il “lago di sangue”.

Attorno al lago si stende la Selva Pergusina, gestita dall’Azienda regionale demaniale delle Foreste. Lungo la costa si sviluppa anche un autodromo molto importante lungo circa 5 km.

Ogni anno, se le condizioni di riempimento dell’invaso lo permettono, in occasione della festa patronale, la statua del SS. Crocifisso viene portata su una imbarcazione al centro del lago dove il Parroco impartisce la benedizione delle acque. Un evento molto suggestivo e sentito dalla popolazione di Pergusa che vive quasi in simbiosi con questo specchio d’acqua.

QUI SONO NATE LE STAGIONI

Sulle sponde del Lago di Pergusa, secondo la mitologia greca, sono nate le quattro stagioni. Protagonista della vicenda è Proserpina, versione romana della greca Persefone, figlia della divinità agricola Cerere (Demetra in greco). Queste due figure mitologiche erano strettamente legate al culto della terra, dell’agricoltura e dell’alternarsi delle stagioni, note come protagoniste dei “Misteri Eleusini”.

Il mito narra che un giorno, mentre Proserpina si trovava intenta a raccogliere dei fiori sulle sponde del lago di Pergusa, il dio degli Inferi Plutone, conosciuto dai Greci come Ade, s’invaghì di lei a tal punto che decise di rapire la fanciulla e portarla con sé nel regno dei morti.

Lo straziante grido di aiuto di Proserpina giunse sino alle orecchie della madre, che, in preda alla disperazione per la sorte della figlia, vagò nove giorni e nove notti, cercando Proserpina per tutta la Grecia e tenendo in mano due fiaccole accese. Finalmente Cerere venne a sapere da Elio di come la sua Proserpina fosse stata trascinata di forza da Plutone fino nell’aldilà, così, infuriata e in preda al dolore, minacciò di non occuparsi più delle sue funzioni divine fino a che la figlia non fosse ritornata sulla Terra. Si rifugiò, quindi, a Eleusi, dove fu accolta con grande calore e ospitalità.

Nel frattempo, però, tutto sulla Terra cominciava a morire e le carestie cominciarono a imperversare tra gli esseri umani disperati. Fu per questa ragione che Giove, preoccupato per la sorte degli uomini, ordinò a Plutone di lasciare libera la sua giovane sposa, consentendo il suo ricongiungimento con la madre. Il dio degli Inferi acconsentì, ma, restio a rinunciare alla sua sposa, furbamente diede da mangiare a Proserpina dei chicchi di melograno, legandola definitivamente e per sempre al regno dei morti.

Cerere e Plutone dovettero così cedere a un compromesso: la giovane avrebbe vissuto sei mesi sulla Terra insieme alla madre e i restanti sei mesi negli Inferi con Ade. Durante il periodo trascorso con Ade, da inizio autunno (tempo della semina) fino alla fine dell’inverno, sulla Terra avrebbe regnato il freddo e i campi non avrebbero dato i loro frutti. Allo sbocciare della primavera, invece, Proserpina sarebbe stata libera di tornare a casa e Cerere, felice di riavere con sé la figlia, avrebbe ridato nuova vita, la terra sarebbe stata fertile e avrebbe nutrito con le sue messi tutti gli uomini.

Contatti

Siamo aperti tutti i giorni tranne il lunedì in cui i frati vivono il loro giorno di ritiro settimanale. Per ogni esigenza, puoi contattarci ai seguenti recapiti:

Orari Celebrazioni

Lunedì: chiuso
Martedì-Sabato: 17.00 (17.30 GIU-AGO)
Domenica: 11.00 – 18.00 (18.30 GIU-AGO)

Ufficio Parrocchiale

Un’ora prima delle celebrazioni o subito dopo,
oppure su appuntamento.

COPYRIGHTS © 2026 ALL RIGHTS RESERVED OFM CONV ENNA – PRIVACY – COOKIE